Il governatore è intervenuto alla Foiba di Basovizza assieme ai
ministri Salvini e Ciriani e al sindaco Dipiazza
Trieste, 10 feb - "Sono felice che alle commemorazioni di oggi
partecipino anche le scuole provenienti da altre parti d'Italia,
perché è importante che i giovani conoscano quanto è avvenuto qui
non soltanto come doveroso ricordo e omaggio a chi qui ha perso
la vita, ma soprattutto per la costruzione del futuro. Questa
terra è intrisa del sangue di martiri e perseguitati. Quel sangue
avrebbe potuto continuare ad alimentare l'erba della vendetta,
del rancore e dell'odio, come avvenuto per molto tempo, ma quel
sangue ha invece nutrito il germoglio del dialogo. In questi
anni, nonostante gli attacchi di chi non voleva che su questo
confine ci fossero parole di pace, quell'albero è stato
alimentato e oggi quel dialogo ha permesso ai popoli che vivono
su questo confine di costruire un futuro condiviso nel rispetto
delle singole specificità".
Questo il concetto espresso oggi alla Foiba di Basovizza dal
governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga,
durante la cerimonia commemorativa in occasione del Giorno del
Ricordo, officiata dal vescovo di Trieste, monsignor Enrico
Trevisi, che ha visto intervenire anche il vicepresidente del
Consiglio dei ministri Matteo Salvini, il ministro per i Rapporti
con il Parlamento Luca Ciriani e il sindaco di Trieste Roberto
Dipiazza. Presenti inoltre gli assessori regionali alle Autonomie
locali Pierpaolo Roberti e alle Finanze Barbara Zilli, il
prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi e di numerose autorità
civili e militari.
Fedriga ha ribadito con forza che "oggi è importante essere
presenti alla Foiba di Basovizza, perché l'erba dell'odio e del
rancore non è stata del tutto estirpata. C'è chi vorrebbe che
mettesse nuovamente radici e quindi continua ad alimentare il
negazionismo e il riduzionismo sull'orrore delle foibe. Mi
rivolgo a chi proprio in questi giorni, dalla sede del Circolo
della stampa, che dovrebbe essere il cuore della democrazia,
continua a diffondere quel tipo di messaggio: non state facendo
un dispetto a una parte politica; state danneggiando il futuro
delle comunità e dei popoli che vivono in queste terre".
Il governatore ha quindi rimarcato che "l'albero della pace si
nutre di un principio fondamentale: la verità. Se vogliamo che
cresca sano dobbiamo continuare ad alimentarlo. In questi anni
sono stati fatti passi enormi in questa direzione; continuiamo a
farli insieme. La responsabilità del futuro è di ognuno di noi,
perché non dobbiamo consegnare alle future generazioni una terra
d'odio ma di dialogo e speranza per il futuro".
Prima di raggiungere Basovizza il governatore Fedriga e
l'assessore Roberti hanno partecipato alla deposizione di tre
corone d'alloro al monumento nazionale della Foiba 149 di
Monrupino, alla presenza delle autorità civili e militari.
ARC/MA/al