Il governatore interviene alla chiusura del festival alla
presenza del Capo dello Stato
Pordenone, 20 set - "Leggere e la cultura sono sintomo di
libertà, libertà di espressione, libertà di parola che in molti
Paesi che ci sembravano vicini oggi non è per nulla scontata. La
presenza dell'istituzione più importante della nostra Repubblica
qui oggi, in uno degli eventi culturali più rilevanti a livello
nazionale, testimonia come la Repubblica continui a difendere il
principio fondamentale della democrazia, che è quello della
libertà: la libertà di poter dissentire e non solo di poter
asserire; è la libertà di poter contestare, ma mai la censura che
purtroppo troppo spesso stiamo vedendo ancora praticata".
Con queste parole il governatore del Friuli Venezia Giulia,
Massimiliano Fedriga, è intervenuto alla chiusura di
Pordenonelegge alla presenza del Presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella.
Il massimo esponente della Giunta regionale - presenti il
vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, gli
assessori regionali Cristina Amirante, Sergio Emidio Bini,
Riccardo Riccardi - ha sottolineato il valore profondo della
partecipazione del Capo dello Stato.
"La Sua presenza qui oggi ha un significato importante per la
nostra terra - ha evidenziato Fedriga -. Segue quella dello
scorso 6 maggio a Gemona in occasione dell'anniversario del
terremoto e testimonia l'importanza del percorso che ci sta
portando verso Pordenone Capitale italiana della cultura 2027,
oltre a sottolineare il valore della libertà inserito nel
sottotitolo della manifestazione".
Soffermandosi sul ruolo del Friuli Venezia Giulia, Fedriga ha
ribadito come "la regione sia sempre stata un ponte verso aree
geografiche particolarmente difficili" e ha ricordato come negli
anni scorsi Pordenonelegge e il presidente Agrusti abbiano
avviato collaborazioni importanti, in primis nei confronti
dell'Ucraina, "territorio martoriato e aggredito".
"Il supporto in termini di aiuti concreti la Regione continuerà a
garantirlo nell'ambito delle proprie competenze e all'interno di
un contesto di coordinamento nazionale, ma iniziative come
Pordenonelegge sono fondamentali per riaffermare i principi alla
base della nostra democrazia che - ha aggiunto il governatore
rivolgendosi al Capo dello Stato - Lei, Signor Presidente,
continua a difendere e rappresentare con grande coraggio e
determinazione", ha concluso Fedriga, porgendo un ringraziamento
a Mattarella "per il lavoro che continua a fare, perché tante
volte diamo per scontato quello che purtroppo scontato non è: i
presidenti delle Regioni passano, i sindaci passano, ma i
principi democratici sono quelli che dobbiamo difendere, perché
devono rimanere per sempre".
Il governatore ha accolto il Capo dello Stato assieme al sindaco
di Pordenone Alessandro Basso e al prefetto Michele Lastella e ha
poi fatto ingresso in un teatro Verdi gremito - alla presenza,
tra gli altri del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca
Ciriani, del viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza
energetica Vannia Gava e del sottosegretario al Ministero
dell'Economia e delle Finanze Sandra Savino - dove è intervenuto
assieme al primo cittadino e al presidente della Fondazione
Pordenonelegge Michelangelo Agrusti a chiusura di un'edizione da
record, con 447 incontri, 52 sedi e quasi 700 protagonisti
italiani e internazionali.
Fedriga a margine della cerimonia ha ricordato il significato
della presenza del Capo dello Stato nell'anno del cinquantesimo
anniversario del terremoto, richiamando anche la visita del Capo
dello Stato il 6 maggio a Gemona del Friuli in occasione della
seduta straordinaria del Consiglio regionale, a chiusura di una
settimana simbolica con l'anniversario della seconda scossa del
15 settembre 1976 e il giorno seguente l'inaugurazione del
Castello di Colloredo di Monte Albano, ultima grande opera
incompiuta della ricostruzione, un passaggio citato dal
Presidente Mattarella nel corso del suo discorso.
A coronare la visita del Capo dello Stato è stato il solenne
Concerto per l'Italia, che ha visto protagonista il trio Il Volo,
viva prefigurazione del 2027 di Pordenone Capitale Italiana della
Cultura.
ARC/EP/pph