Trieste, 1 ott - "La Regione punta a una visione integrata
dell'intero sistema interportuale, configurandosi come un'unica
grande piattaforma logistica per il Centro e Sud Europa, capace
di offrire efficienza, rapidità e competitività. Per raggiungere
questo obiettivo occorre fare sistema tra i porti italiani del
Nord Adriatico e rafforzare le infrastrutture terrestri di
collegamento, proseguendo lungo la linea d'azione condivisa con
le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna. Risulta altresì necessario
un rilancio a livello nazionale dell'asse adriatico —
storicamente penalizzato rispetto a quello tirrenico — sia per il
trasporto merci sia per la mobilità dei cittadini".
Lo ha detto oggi a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga
intervenendo all'evento intitolato "Il futuro dell'Adriatico
negli scenari globali", che nella giornata di oggi vede in
programma diverse sessioni tematiche, con focus su porto,
industria ed energia. Presente, tra gli altri, il presidente
dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale,
Marco Consalvo.
Come ha spiegato il massimo rappresentante della Giunta
regionale, la logistica legata ai porti del Friuli Venezia
Giulia, in particolare agli scali di Trieste e Monfalcone,
costituisce un asset infrastrutturale fondamentale non soltanto
per la regione o per l'Italia, ma per l'intera economia europea.
"In questo contesto - ha approfondito il governatore -, il
corridoio IMEC rappresenta una scelta strategica chiara del
Governo nazionale e delle istituzioni europee per favorire e
sviluppare le direttrici commerciali. Non si tratta di una
semplice alternativa al Canale di Suez, bensì di
un'infrastruttura di resilienza e ridondanza logistica
indispensabile per garantire la stabilità dei mercati europei e
rafforzare le relazioni geopolitiche con l'India e i Paesi del
Golfo".
Secondo Fedriga, poi, le attuali tensioni internazionali
confermano inoltre quanto sia fondamentale per l'Italia investire
nella difesa e nella protezione dei traffici marittimi.
Assicurare la sicurezza della navigazione e la scorta delle navi
lungo le rotte commerciali significa tutelare direttamente gli
interessi nazionali e il sistema produttivo da blocchi logistici
penalizzanti. La salvaguardia delle linee di trasporto risponde
alla necessità concreta di garantire l'economia reale e le
risorse del Paese, superando facili semplificazioni che rischiano
di arrecare gravi danni al tessuto economico.
"Infine, Trieste - ha concluso il governatore - deve consolidarsi
non solo come snodo logistico tradizionale, ma anche come hub di
riferimento per i servizi immateriali e le grandi dorsali
digitali nell'Adriatico, guardando con prioritario interesse
all'integrazione della regione balcanica. La gestione di questi
asset strategici richiede una visione istituzionale di lungo
periodo e una costante continuità d'azione tra Governo regionale
e nazionale, al di là dei fisiologici avvicendamenti politici, al
fine di garantire sviluppo e sicurezza economica all'Italia e al
continente".
ARC/GG/al