L'assessore ha aperto il Laboratorio Sanità 20/30 dedicato
all'innovazione digitale
Villa Manin di Passariano, 11 giu - "La vera sfida non è
soltanto la gestione dell'intelligenza artificiale, ma la
capacità di far dialogare competenze diverse. I piani di
prevenzione non possono più essere settoriali né verticali:
servono organizzazioni in grado di connettere sanità, sicurezza,
protezione civile, ricerca e istituzioni per affrontare fenomeni
sempre più complessi".
Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla Salute del Friuli
Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, aprendo a Villa Manin il
Laboratorio Sanità 20/30 dedicato al tema "L'intelligenza
artificiale cambia la sanità". In due giorni di incontri, tavole
rotonde, confronti tra comunità scientifica e imprese, il
Laboratorio cerca di approfondire come l'innovazione digitale
incida su prevenzione, diagnosi, organizzazione dei servizi e
cure.
In apertura dei lavori - a cui è intervenuto in videocollegamento
il capo dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano e il
presidente dell'Ogs-Istituto nazionale di oceanografia e
geofisica sperimentale Nicola Casagli - Riccardi ha ringraziato
il presidente del Forum risk management in sanità Vasco Giannotti
e Domenico Mantoan, con cui condivide la presidenza del comitato
scientifico, per aver confermato per il terzo anno il Friuli
Venezia Giulia come sede dell'iniziativa, definendola ormai un
appuntamento di riferimento nel panorama sanitario nazionale.
Il Friuli Venezia Giulia - è stato sottolineato - punta a
posizionarsi come laboratorio avanzato di innovazione che sia in
grado di costruire un ecosistema sanitario in cui i dati -
raccolti, integrati e analizzati - diventino il motore delle
decisioni cliniche e organizzative. Per questo una parte
significativa dei lavori sarà dedicata proprio all'ecosistema dei
dati sanitari, tra interoperabilità, cybersecurity e nuove norme
europee, temi decisivi per garantire un uso efficace e sicuro
delle informazioni.
Riccardi ha evidenziato come le nuove tecnologie rappresentino
una leva importante per affrontare situazioni sempre più
complesse, ma ha sottolineato la necessità di affiancare
all'innovazione digitale una profonda evoluzione dei modelli
organizzativi.
"Immaginare che i nostri piani di prevenzione possano continuare
ad avere una gestione monosettoriale e organizzazioni verticali è
un grande limite - è stata l'analisi di Riccardi -. Oggi la
multidisciplinarietà deve entrare a pieno titolo nelle competenze
chiamate a redigere gli strumenti di pianificazione e
organizzazione" ha auspicato l'assessore, ricordando come la
pandemia abbia rappresentato una dimostrazione concreta della
necessità di integrare competenze differenti, dalla sanità alla
logistica, dalla sicurezza all'assistenza delle persone.
Nel corso del suo intervento, l'assessore ha anche accennato alla
sfumata riforma dei medici di medicina generale, sottolineando
come il sistema sanitario debba affrontare con coraggio
cambiamenti organizzativi non più rinviabili e superare assetti
che ostacolano l'integrazione tra le diverse componenti
dell'assistenza.
Richiamando il cinquantesimo anniversario del terremoto del
Friuli e il valore del modello di Protezione civile nato da
quell'esperienza, Riccardi ha inoltre espresso la necessità per
le istituzioni di aggiornare regole e strumenti utili a
rafforzare i protagonisti delle emergenze.
ARC/EP/ma