Il governatore con gli assessori Riccardi e Zilli al convegno di
Confindustria
Osoppo, 12 set - "Servirebbe un libro bianco del lavoro, dove
istituzioni, parte datoriale e parte sociale mettano ciascuna un
po' di sé senza barricate difensive, perché penso che sia l'unico
modo per garantire che questo paese possa avere una prospettiva."
È l'auspicio che il governatore del governatore del Friuli
Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha espresso concludendo -
assieme al ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo
Giorgetti in videocollegamento - il convegno "Prima le fabbriche.
La forza di ricostruire, il coraggio di guardare al futuro",
organizzato dalla Regione e da Confindustria Udine alla Fantoni
di Osoppo a cinquant'anni dal terremoto del Friuli.
Riprendendo l'intervento del ministro Giorgetti, Fedriga ha
richiamato l'attenzione sulle difficoltà economiche del Paese.
"Come paese abbiamo un gravissimo problema del potere d'acquisto
dei cittadini".
Nel corso del suo intervento, il governatore ha sottolineato come
la capacità di reazione e lo spirito di comunità mostrati durante
la ricostruzione del terremoto di 50 anni fa rappresentino la
prima vera resilienza della popolazione, fondamentale anche per
superare le emergenze recenti come la pandemia. Soffermandosi sul
contesto internazionale, ha auspicato un profondo cambiamento
dell'approccio europeo, criticando un'eccessiva ideologizzazione
della transizione ecologica che rischia di favorire i Paesi terzi
e trasformarsi in recessione per le imprese locali.
Sul piano industriale, Fedriga ha evidenziato l'urgenza di
garantire la sovranità tecnologica ed energetica dell'Occidente
su settori chiave come microchip, batterie e terre rare, così da
non subordinare la tenuta produttiva e democratica a scelte
unilaterali estere. Allo stesso tempo, ha sollecitato il
superamento dei veti ideologici e dei "no a prescindere" sulle
infrastrutture logistiche, produttive ed energetiche, incluso il
nucleare. Il governatore ha, infine, ribadito l'importanza del
libro bianco sul lavoro come strumento d'intesa tra istituzioni,
aziende e parti sociali per tutelare i consumi interni,
salvaguardare il potere d'acquisto delle famiglie e dare
prospettive ai giovani.
Il convegno - con interventi degli assessori alle Finanze Barbara
Zilli e alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi - è
stato uno degli eventi centrali del programma della durata di un
anno dedicato al valore della ricostruzione e della rinascita, un
momento di riflessione sul contributo fondamentale delle imprese,
del lavoro e dell'industria, protagonisti allora come oggi dello
sviluppo economico e sociale del territorio.
"Il terremoto del '76 - ha affermato Zilli aprendo i saluti
istituzionali - è stato un acceleratore economico e sociale che
ha permesso una profonda apertura culturale all'impresa e
all'innovazione. Quel 'modello Friuli', diventato un vero e
proprio miracolo, poggia la sua forza sul culto del lavoro che i
friulani hanno nel proprio dna e su una corale e non scontata
solidarietà internazionale. Oggi, a 50 anni dal sisma, guardiamo
al futuro forti di un'economia solida perché qui la competenza
viene prima della quantità e la preparazione prima
dell'improvvisazione. Da figlia della ricostruzione credo che i
momenti di crisi siano occasioni per costruire e migliorarsi,
mantenendo salda la continua alleanza tra il mondo dell'impresa e
le istituzioni."
L'assessore Riccardi è intervenuto alla tavola rotonda incentrata
sulla scelta strategica della priorità della ricostruzione
industriale, assieme a Antonio Gozzi (vicepresidente
Confindustria con delega a Autonomia strategica europea, Piano
Mattei e Competitività).
Nei suoi interventi Riccardi ha evidenziato l'inadeguatezza di un
sistema normativo che non si è evoluto alla stessa velocità dei
bisogni e dei fenomeni emergenziali. Durante la gestione della
pandemia, vissuta da assessore alla salute e protezione civile
insieme al presidente Fedriga, Riccardi ha ricordato che
l'obbligo del rispetto di vincoli come le norme sulla privacy ha
mostrato la complessità dell'azione amministrativa. "Dal 2018 a
oggi sono state gestite sette emergenze nazionali, portando a
termine 3.500 opere e investendo 1 miliardo di euro. Tuttavia, la
ricerca del consenso immediato rischia di condizionare la
capacità decisionale" ha osservato Riccardi.
"L'elemento chiave della resilienza risiede nella grande capacità
di assumere decisioni che non proiettano un risultato immediato
per il giorno dopo, ma lo costruiscono nel tempo" ha evidenziato
l'assessore.
Sollecitato sulle sfide future per il sistema di Protezione
civile, Riccardi ha auspicato la convergenza di tutte le forze
politiche — dal Parlamento, al Governo — per approvare un quadro
normativo di tutela e sicurezza a favore dei volontari e, per
garantire la tenuta del sistema di fronte ai cambiamenti della
struttura sociale, avviare investimenti mirati fin dalle scuole,
superando gli stereotipi sul disinteresse dei giovani verso il
volontariato.
"Dobbiamo riuscire a definire un percorso che, dalla Regione al
Parlamento e al Governo, veda tutte le forze politiche impegnate
a delineare un sistema di sicurezza per i volontari del sistema
di protezione civile che oggi sono a rischio. Questo è un
passaggio fondamentale, senza il quale rischieremmo di mettere a
repentaglio un'esperienza straordinaria per il Paese. L'altra
grande responsabilità riguarda la capacità di mantenere il
sistema al passo con le trasformazioni della struttura della
società. La sfida che ha questo Paese è riuscire a coinvolgere le
forze giovani a partire dalle scuole, perché altrimenti
rischieremo di avere un Paese senza questo sistema. Non è vero
che le nuove generazioni non siano interessate a far parte di
questa esperienza: sta a noi fare grandi piani di investimento a
partire dalle scuole, in modo che possano raccogliere e
consegnare un testimone fondamentale".
Moderato dal giornalista Marco Panara, l'evento si è aperto con
l'intervento del presidente di Confindustria Luigino Pozzo,
preceduto dai saluti istituzionali del sindaco di Osoppo Lorenzo
Tiepolo, del presidente dell'Associazione Comuni terremotati e
sindaci della Ricostruzione del Friuli Roberto Revelant, del
presidente di Piccola Industria e vicepresidente Confindustria
Fausto Bianchi e, in videocollegamento, del ministro per le
imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
La mattinata è stata arricchita da testimonianze, video e live,
di imprenditori friulani protagonisti della ricostruzione a
partire da quella di Carlo Burgi, intervenuto in presenza, di
Rino Snaidero, commentato dal figlio Edi, e da quella di Andrea
Pittini, commentato da Eugenio Del Piero, già direttore di
Confindustria Udine.
A commento della presentazione dello studio della Banca d'Italia
sulle ricadute economiche della ricostruzione sono intervenuti
l'economista Sauro Mocetti e il già ministro dell'Economia e
delle Finanze e già direttore generale della Banca d'Italia e
direttore scientifico della Fondazione Cini, Daniele Franco.
ARC/EP/gg